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Lavanda fine, lavanda aspic o lavandina: come distinguerle?

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Lavanda della Provenza: tre fiori, tre profumi, un’unica storia

Quando l’estate arriva in Provenza, i terreni aridi e sassosi si ricoprono di lunghe onde blu.

Sotto la luce intensa del sole, le spighe profumate ondeggiano al soffio del maestrale e trasformano sia le pianure che le colline in paesaggi quasi irreali.

Dietro questa immagine emblematica si nascondono tuttavia diverse piante. La lavanda fine, la lavanda aspic e il lavandino appartengono alla stessa famiglia, ma ognuna possiede il proprio territorio, il proprio carattere e la propria firma olfattiva. Partiamo alla scoperta di questi tre volti dell’«oro blu» provenzale.

La lavanda: una storia di profumi e di tradizione

Fin dai tempi più antichi, la lavanda accompagna le attività quotidiane. Apprezzata per il suo profumo, ha trovato impiego nella cura del corpo, nelle preparazioni tradizionali e nella cura del bucato.

A partire dal X secolo, una migliore conoscenza della distillazione in Europa favorisce progressivamente l’estrazione dell’essenza di lavanda. Il suo utilizzo si diffonde quindi nella profumeria, nella cosmesi e in diversi settori dell’artigianato.

Ma è soprattutto nel XIX secolo che la coltivazione della lavanda conosce il suo vero boom. L’industria della profumeria, in particolare nella zona di Grasse, necessita di quantità sempre maggiori di essenza. Raccolte a lungo allo stato selvatico, le lavande vengono gradualmente addomesticate, coltivate e selezionate con cura.

Da allora, la loro storia si intreccia con quella dei produttori, dei distillatori e delle famiglie provenzali che custodiscono questo patrimonio vegetale.

La lavanda fine, la delicata delle montagne

Conosciuta anche come lavanda vera, la lavanda fine ha il nome botanico di Lavandula angustifolia. Cresce spontaneamente sui terreni montuosi, generalmente a un’altitudine compresa tra i 600 e gli 800 metri, dove le notti sono più fresche e i terreni poveri, secchi e calcarei.

Ha un aspetto delicato, con steli relativamente corti e una spiga floreale leggera. Nei paesaggi dell’Alta Provenza forma appezzamenti meno regolari rispetto ai grandi campi spesso immortalati nelle fotografie degli altipiani.

Il suo profumo è apprezzato per la sua finezza, complessità e persistenza. Evoca una lavanda floreale e delicata, con una freschezza che ricorda l’aria limpida delle montagne provenzali. La denominazione «Olio essenziale di lavanda dell’Alta Provenza» tutela, inoltre, una produzione proveniente da un territorio e da un know-how ben definiti.

La lavanda fine rappresenta così un prezioso legame tra la pianta selvatica di un tempo e le coltivazioni curate con attenzione oggi.

La lavanda aspic, la lavanda selvatica delle colline soleggiate.

La lavanda aspic, o Lavandula latifolia, predilige le zone più basse, più calde e fortemente esposte al sole. Cresce rigogliosa sui pendii sassosi, nella gariga e nei paesaggi aridi del bacino del Mediterraneo.

Più alta e robusta della lavanda fine, emana un profumo vivace, erbaceo e più deciso. Il suo carattere olfattivo evoca maggiormente il calore delle pietre, le piante aromatiche della gariga e i sentieri inondati dal sole.

La lavanda aspic è meno diffusa negli immensi paesaggi coltivati tipici della Provenza. Conserva un’immagine più selvaggia, come se appartenesse ancora pienamente alle colline e ai rilievi spontanei del Midi.

Svolge inoltre un ruolo essenziale nella storia del lavandino. Quando la lavanda fine e la lavanda aspic si incontrano nelle loro zone naturali di contatto, possono dare origine a un ibrido: il lavandino.

Il lavandino, il generoso figlio di due lavande

Il lavandino, il cui nome botanico è Lavandula intermedia o Lavandula hybrida, nasce dall’incrocio tra la lavanda vera e la lavanda aspic. A differenza delle due piante da cui deriva, è sterile e non produce semi che ne consentano la riproduzione. Viene quindi propagato per talea, al fine di preservare le caratteristiche di ciascuna varietà.

Più vigoroso, forma cespi rigogliosi e regolari. I suoi steli sono lunghi, le sue spighe abbondanti e la sua fioritura particolarmente spettacolare. Sono spesso i suoi immensi campi perfettamente allineati che si ammirano sull’altopiano di Valensole.

Il lavandino cresce a un’altitudine inferiore rispetto alla lavanda fine e offre una resa maggiore durante la distillazione. Questa generosità spiega il suo ruolo di primo piano nella profumeria, nei prodotti profumati e nelle creazioni per la casa.

Il suo profumo è generalmente più intenso e diretto rispetto a quello della lavanda fine. Incarna quel profumo immediatamente riconoscibile che evoca gli armadi provenzali, la biancheria pulita e le case inondate dal sole.

Come si riconoscono le tre varietà di lavanda?

La lavanda fine è quella più tipica delle zone montane e la più delicata. Il suo profumo si distingue per la sua finezza e la sua ricchezza aromatica.

La lavanda aspic è più diffusa sulle colline calde e nella gariga. Più selvatica, rivela un profumo vivace ed erbaceo.

Il lavandino è la varietà più abbondante e più coltivata. I suoi grandi cespi regolari compongono le vaste distese violacee che caratterizzano le cartoline della Provenza.

Queste differenze non devono contrapporre le tre piante. Al contrario, raccontano la diversità di uno stesso territorio. Dalla freschezza delle montagne al calore delle pianure, ciascuna di esse riflette a modo suo la luce, i terreni e il clima mediterranei.

Dalla raccolta alla distillazione: un savoir-faire provenzale

Quando la fioritura raggiunge la maturità, i campi vengono mietuti e le piante vengono preparate per la distillazione. Sotto l’azione del vapore acqueo, le molecole aromatiche contenute nei fiori vengono estratte e poi raccolte dopo il raffreddamento.

Questo processo permette in particolare di ottenere l’olio essenziale e l’acqua floreale. Esso tramanda un savoir-faire ormai indissolubilmente legato ai paesaggi della lavanda e alla storia della profumeria provenzale.

Una parte della produzione di lavanda di Folies de Provence viene distillata in una cooperativa dell’Alta Provenza.

Gli oli essenziali e le acque floreali vengono poi imbottigliati ed etichettati nel laboratorio del marchio ad Aubagne.

I mazzi di fiori secchi di lavanda e gli oli essenziali di lavanda in vendita provengono dall’Alta Provenza.

I fiori secchi di lavandino, disponibili in bustine o in mazzi, e gli oli essenziali di lavandino provengono invece dalle aziende agricole dell’altopiano di Valensole.

Portare il profumo della Provenza in casa

Bastano pochi fiori secchi nascosti in un armadio per far rivivere il ricordo di un’estate provenzale. È sufficiente strofinare delicatamente un sacchettino di lavanda tra le dita per risvegliarne il profumo.

La lavanda è fonte di ispirazione anche per numerose creazioni profumate: saponi, acque di toilette, oli essenziali, acque floreali e oggetti destinati a profumare la casa. Tutti modi per prolungare l’esperienza dei campi blu e portare un po’ di Provenza nella vita di tutti i giorni.

Da Folies de Provence, questo universo si scopre attraverso una selezione di prodotti ispirati ai fiori, ai profumi e all’arte di vivere mediterranea.

Un patrimonio vivente da preservare

La lavanda fine, la lavanda aspic e il lavandino sono ben più che semplici piante profumate. Plasman i paesaggi, contribuiscono all’identità della Provenza e danno vita a numerose tradizioni agricole e artigianali.

La loro bellezza ci invita inoltre a rivolgere uno sguardo attento alle terre che le ospitano e alle donne e agli uomini che le coltivano. Dietro ogni spiga si celano gesti precisi, una conoscenza del clima e una lunga storia di trasmissione del sapere.

Dalle montagne dell’Alta Provenza alle luminose pianure di Valensole, le lavande continuano così a ondeggiare con il loro blu sotto il sole. Un blu profondo, profumato e vivo, che merita più che mai il suo soprannome di «oro blu della Provenza».

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